giovedì 6 novembre 2008

Meglio del Generale Lee

Eccoci di nuovo da queste parti, amici nullatenenti in piena crisi finanziaria.

Vi scrivo un breve resoconto sulla trasferta lucchese.

Puck il Nano mi ha incaricato di prendere la vecchia e fidata "Puckmobile" (tanti anni di servizio e mai un giorno di sciopero) e partire con il braccio destro Emanuele Fossati (tassista ufficiale della redazione) alla volta di Lucca Comics.
Obiettivo: diffondere il sacro verbo dell'editoria indipendente, e convertire qualche anima infedele a donare il cuore alla Causa e il portafoglio ai sottoscritti.

Partiamo la mattina all'alba, ci perdiamo strada facendo per approdare in un'inaspettata La Spezia (mai fidarsi delle mappe stradali stampate in Cina!), e soprattutto facciamo un bell'incidente in macchina in perfetto stile Hazzard: la Puckmobile scivola sul bagnato, le gomme fanno sentire il peso della loro logora carcassa, e il veicolo fa un paio di giri su se stesso, in mezzo all'autostrada, come una fottuta ballerina di danza classica.

La macchina va a sbattere contro il guard rail, la targa si stacca dal cofano per poi perdersi in qualche dimensione parallela, e il tizio del furgone alle nostre spalle ci supera con la faccia pietrificata e le mani strette sul volante.

Arriviamo a Lucca e alloggiamo in un ostello per camionisti. Ho con me una raccolta di hits degli anni '60 che ho preso in autogrill a un prezzo stracciato, ma è la solita fregatura: tolti gli Animals sono quasi tutti pessimi rifacimenti suonati da cover band attuali che, per quanto mi riguarda, potrebbero tranquillamente accompagnare Nilla Pizzi nella sua prossima tournee, invece di finire a fare casino nel mio stereo.

La fiera di Lucca Comics è allucinante. Sembra una via del centro in pieno periodo natalizio dopo che qualche terrorista ha appena minacciato di farla saltare in aria. Mi faccio strada a fatica tra le persone, che sono tante, troppe, e per un attimo credo che la bomba all'idrogeno sia l'unico modo per potere arrivare tranquillamente al mio stand.

E alla fine ci arrivo, al mio tavolo, per presenziare alla fiera con due giorni e dodici ore di ritardo.

Intravedo Vanessa e Federico Sfascia, che mi chiedono notizie sull'uscita di "Puck!", ma la folla è impressionante e le mie parole di risposta si perdono nell'aria. Rivedo Emiliano Rabuiti (che riesce a guidarmi tra la folla disumana per mezzo di un machete), Sergio Ponchione, Giuseppe Palumbo, Laca e i suoi amici, Piero Tonin (che è stato coinvolto assieme a me e ad Ema in un'intervista su RAISAT), Dario Morgante, Rocco Lombardi, le Serpi in Seno, il Dottor Pira, Ratigher, Armin Barducci, la sua ragazza, Dentiblù, Alex Tirana, Akab, Giorgio Santucci, Lucio Villani, Massimo di Frigidaire, Maicol, Massimo Semerano, i Selfocomici, i Cani, e tanti altri che non riesco a ricordare.

Parlo a lungo con Simone Lucciola su come incidere un disco punk dalle sonorità vintage, e faccio la fortunata conoscenza di Vincenzo Sparagna.

Sparagna (che tra parentesi è identico a come lo disegnava Pazienza) ci porta nella succursale lucchese di Frigolandia, che sembra un covo di cospiratori, e ci parla delle sue rivoluzioni culturali dichiarando di apprezzare The Artist. Ma vi rendete conto!? Sparagna che legge The Artist!!! Ahahaha!
Cazzo, io ci sono cresciuto con Cannibale e Frigidaire! Il Male è una delle mie principali fonti di ispirazione... quella roba scotta ancora, sono passati trent'anni ma riesce sempre a torcerti l'anima e il fegato. Per chi fa questo mestiere, e si autoproduce fumetti, Vincenzo Sparagna è una sorta di figura mitologica, un personaggio a fumetti pure lui.
E quest'aria sovversiva non può che farmi bene.

La fiera continua, e alla fine vendiamo pochissime copie, non ci ubriachiamo neanche un po', e ripartiamo con il cadavere della Puckmobile e tutto l'invenduto nel bagagliaio.

Sulla via del ritorno incrocio lo sguardo di Giulia Bertan, ma la mia miopia cronica mi impedisce di riconoscerla in tempo, e quindi salutarla come si deve. L'avevo conosciuta qualche anno fa, a Bologna, quando lavorava al Peso del martello. E' una disegnatrice fantastica, e anche una buona compagna di sbronze per quello che ricordo. Mi piacerebbe parlare ancora con lei, ma immagino che dovrò aspettare un altro segno del destino. O un'altra bottiglia.

La macchina riparte nel cuore della notte. Con noi ci sono un sacco di pioggia sui vetri, John Lee Hooker alla radio, e Paolo Bacilieri con il suo Carl Barks originale seduti ai sedili posteriori.

Torno a casa alle quattro del mattino, metto via il miserabile incasso del weekend, e guardo il telegiornale della notte sperando nella vittoria di Obama Barack. Obama stravince, e l'America fa una svolta epocale da libro di storia: 60 anni fa i neri venivano linciati in pubblico, oggi diventano presidenti degli Stati Uniti.

Noi, invece, nell'arco dello stesso tempo siamo passati dal Generale Badoglio a Borghezio. Non so se mi spiego.

giovedì 30 ottobre 2008

Omaggio a Cavandoli sul prossimo "Puck!"

Bentornati, amici internauti e studenti in rivolta.

Quella che vedete qui sopra è la locandina ufficiale di un evento editoriale dedicato al grande Osvaldo Cavandoli, che oltre ad essere il pilastro del cinema d'Animazione che tutti sappiamo è stato anche un amico e collaboratore di lunga data della rivista The Artist.

Era da tempo che pensavo a un modo per ricordarlo, e condividere nuovamente questa improbabile collaborazione con i nostri lettori.
Così mi sono fatto un giro nell'Aldilà, assieme al cartoonist di fama internazionale Piero Tonin (Emanuele Fossati era con noi...ma stava chiuso nel bagagliaio) e a un'altra trentina di autori assortiti tra le migliori firme del Fumetto Umoristico italiano.

Ho cercato di contattare principalmente tutti gli amici/colleghi di Osvaldo Cavandoli, concedendomi qualche libertà.

Ne è venuta fuori una misteriosa storia orrorifica, disegnata a più mani (all'incirca una sessantina), che verrà pubblicata sul numero 1 di "Puck!".

Il Comitato dei Personaggi Comici è in crisi: Tiramolla, il Signor Rossi, Lupo Alberto, Ratman... nessuno dei più importanti personaggi del Fumetto Umoristico, che tanto hanno saputo allietarci negli anni, è più in grado di farci ridere.

Che cosa è successo? Quale terribile sortilegio gravita sulle loro anime di inchiostro? E soprattutto: chi mai potrà salvarli da questo bieco destino?

Puck il Nano, Dirty Bastard e la Mucca di Youtube Italia vengono inviati nel Paradiso Degli Umoristi per chiedere consiglio al grande Osvaldo Cavandoli.

Riuscirà lo scalcinato terzetto a risollevare la tragica situazione?


Ecco l'elenco dettagliato della kermesse Cavandoliana, con tutte le partecipazioni speciali.

- Bruno Bozzetto nei panni di Minivip e del Signor Rossi
- Silver in quelli di Cattivik, Enrico la Talpa e Lupo Alberto
- Leo Ortolani nella doppia identità di Ratman
- Giorgio Rebuffi con Tiramolla e Pugacioff
- la star di Carosello Gino Gavioli (il padre della Gamma Film!), che rispolvera per noi il Vigile Concilia, Trinchetto, Cimabue e Caio Gregorio
- Carlo Squillante con Gennarino Tarantella
- Andrea Valente e la sua Pecora Nera
- Joshua Held con Gino il Pollo
- Alberico Motta accompagnato dall'instancabile Nonna Abelarda
- Sandro Dossi con Braccio di Ferro e il demoniaco Geppo
- Franco Origone assieme all'antichissimo faraone di Nilus
- Athos Careghi con Fra Tino
- Carlo "Perogatt" Peroni con Skull (ricordate il teschio parlante di Zio Boris?) e il linguacciuto Slurp
- Nedo Zanotti (collaboratore cavandoliano di lunga data) con le vecchie glorie Bill & Bull (cercate questi caroselli su internet!)
- Sergio Ponchione con l'imprevedibile Obliquomo
- Laca con il buon vecchio Pasol
- Danilo Loizedda e Wonder Pig
- Francesco Natali in compagnia del caro e sudicio Topounto

Con la partecipazione straordinaria di Lucio Tomaz (storico braccio destro del Cava) e dell'animatore Mauro Gariglio (l'erede di Cavandoli: l'animatore e assistente ufficiale in tutta la sua ultima produzione) per il ruolo di Mr. Linea!

E ancora:

- Roberto Mangosi alla burocrazia
- Fernando Caretta alle conigliette
- Silvio Camboni travestito da Walt Disney
- Maurizio Ercole a vorticare
- Giuseppe Festino che cita Vinicio de Moraes
- Claudio Acciari e i suoi piani urbanistici sulle nuvole

Beh...

Sembra tutto, per ora.
Mi spiace per tutto questo ritardo su queste pagine, chiedo scusa a tutti...ma Puck il nano scalpita, come potrete immaginare.

A presto!

p.s. Sabato e Domenica saremo a Lucca Comics. Io, Dirty Bastard e Piero Tonin. La rivista non sarà pronta, dannazione, ma noi ci saremo!

lunedì 8 settembre 2008

PUCK è agli sgoccioli. La Terra anche.

Bentornato, pubblico beneamato.

E' da giorni che sto chiuso in una sorta di bunker insonorizzato per potere finalmente dare alle stampe il primissimo numero di "Puck!".
Se tutto va come deve andare, e lo spero proprio, sarà pronto per Lucca Comics 2008.

Mi concedo solo rare uscite, che siano la ragazza di turno o le sbronze con gli amici, e poi di nuovo al lavoro. Il nano mi osserva attento, mentre compongo i tasselli del suo losco piano di conquista del mondo. Lui mi detta il verbo da diffondere, con la carabina puntata alle mie tempie, e io disegno e scrivo per lui.
E contatto altri apostoli da arruolare nella Causa.

Ci sono ormai una sessantina di autori, di diverse generazioni e di diversa provenienza geografica, che hanno dato un fondamentale aiuto ai piani espansionistici di Puck il Nano.

Tutto sembra filare per il verso giusto, insomma, ma non è così. Perchè alcuni avvenimenti potrebbero ostacolare la buona riuscita della rivista.

Ad esempio: e se il mondo implodesse poco prima che "Puck!" vada alle stampe? O ancora peggio: e se implodesse poco più tardi, quando ho già speso tutti i soldi per stamparlo?

Ma andiamo con ordine.

Tra un paio di giorni verrà messo a punto l'esperimento Lhc al Cern di Ginevra, il laboratorio europeo per la ricerca nucleare. Mercoledì verrà accesa la macchina che cercherà di riprodurre i primi istanti dell'universo, 20 milionesimi di secondo dopo il Big Bang, e tentare di dare una risposta al perchè della vita.
In uno spazio pari a un miliardesimo di un granello di polvere ci sarà una temperatura 100mila volte maggiore di quella al centro del Sole.

Secondo il professor Otto Rossler con questo esperimento gli abitanti della Terra assisteranno in diretta alla fine del pianeta.

Rossler e compagni hanno presentato alla Corte dei diritti umani di Strasburgo un ricorso, subito respinto, dalla stessa Corte, per fermare l'esperimento. Materia del contendere sarebbe il buco nero che verrebbe a formarsi all'interno della grande «macchina del tempo» costata 6 miliardi di euro e posizionata a 100 metri di profondità al confine tra Francia e Svizzera.
Secondo Rossler il buco nero potrebbe, in 4 anni, inghiottire il pianeta.

Da Ginevra, sebbene l'equipe dell'Lhc non escluda la formazione di un buco nero, assicurano, tuttavia, che le sue dimensioni non costituirebbero una minaccia per la Terra.

In ogni caso, il dubbio rimane.
Cazzo, se rimane!

Puck il nano, da bravo capitalista arrivista, mi ha intimidato di non demordere, e di continuare il lavoro senza troppe storie.

Ma una domanda continua ad angosciarmi: e se questi fossero gli ultimi istanti della Terra? Ci sarebbero ancora tante cose che vorrei fare nella mia vita, come fare all'amore con tre donne contemporaneamente, suonare alla Royal Albert Hall di Londra e tirare un calcio nel culo a Berlusconi. Sono sfizi che vorrei togliermi, prima di lasciare le penne.

Beh, questa sera telefonerò al Professor Rossler e mi farò dare delle spiegazioni.

Voi intanto fate i bravi, state composti, che in un modo o nell'altro vi farò avere questa benedetta rivista.

Prima della fine del mondo, promesso.

sabato 5 luglio 2008

Che fine ha fatto PUCK!?

Buonasera, pubblico liquefatto.
Mi sono preso una bella febbrona a 38 gradi e, considerando che siamo di venerdì sera e che fa un caldo infernale, direi che poteva andare anche meglio. Però questo mi permette di fermarmi un attimo, prendere fiato, e riaggiornare questo blog che sta diventando più lento della pubblicazione della rivista The Artist.

...E appunto...

Diversi mi scrivono chiedendomi notizie sulla venuta di Puck il Nano nel mondo dell'editoria indipendente. Se ci sarà, quando ci sarà, o se è caduto tutto nel baratro.
Del resto, la nostra improvvisa assenza all'edizione 2008 di "Crack!Fumetti Dirompenti" e dello "Sherwood Comix Festival" non ha di certo facilitato le cose.
...
Pubblico una lettera su tutte, di un nostro lettore della prima ora a cui tengo molto, tale Mark Glendening da Roma:

"Heyla' Ivan! Cos'e' successo, ti son cadute le palle e le braccia per il nuovo (ennesimo) governo Berlusconiano oppure hai incontrato altri problemi? Sto seguendo il sito "Processate le visioni" ma di "Puck" ne accenni solamente mentre invece sembra che vuoi riproporre i 2 numeri 5 di The Artist...Boh, fammi sapere qualcosa, sai che ci tengo
A presto
Mark Glendening"

Che dire? A "Puck!" ci sto lavorando, eccome. E' pronto al novanta per cento, e adesso è in fase impaginazione e correzione di bozze. Sarà un numero1, anche se in effetti è la diretta e più giusta continuazione di The Artist. Conterrà fumetti e interviste, di autori conosciutissimi e di altri totalmente sconosciuti in Italia. Ci saranno italiani e americani, tutti uniti tra loro e agguerriti come nello sbarco in Sicilia.

Finora, su queste pagine, abbiamo già anticipato la presenza di: Federico Sfascia (e Giustizia Arbitraria), Maurizio Rosenzweig, Giuseppe Palumbo, Alberto Ponticelli, Roberto Mangosi, Zograf, Hunt Emerson e del copertinista d'eccezione Sergio Ponchione... Quali altri autori scriteriati acconsentiranno ai piani espansionistici del maledetto nano? Chi saranno i 5 nuovi ospiti stranieri? Quali diabolici fumetti lasceranno interdette le nostre retine? E soprattutto: quando uscirà tutto questo pandemonio?

Nel frattempo, il fumettista Alex Tirana (che lavora anche per il sito NeuroComix) ha scritto un bell'articolo su "Puck" e "The Artist". Ne riporto la commovente introduzione:

"C’era una volta The Artist, una rivista di grande formato, piena zeppa di robe allucinate e malsane. C’era una volta ‘sta rivista di fumetti, all’antitesi di quello che si vedeva sugli scaffali da già troppo tempo. Insomma c’era ‘sta rivista di fumetti folli, con dentro deliranti autori affermati, matite alle prime armi e maestri indiscussi. Geni geniali e assoluti sconosciuti. Davvero di tutto e di più.
Ma il merito di The Artist è che sulle sue pagine nessuno di questi esimi fumettari ce l’ha mai menata con le solite storie autobiografiche. Nessuna velleità artistica, zero pretese psicanalitiche, solo fumetti. Trash, demenziali, abominevoli, divertenti fumetti.
Ma chi c’è dietro a tutto ciò? Quale mente malata può aver partorito The Artist? La risposta è Hurricane Ivan (H.). Per inciso, Hurricane Ivan è un rinnegato, chiamatelo Ismaele. Ello si perde dietro alla passione per le cose di un tempo andato, dimentico dell’attuale moda del fumetto tanto in voga, quello d’autore depresso."
...
Beh... Preparatevi a tenere una mano sul cuore e l'altra sul portafoglio, Puck sta arrivando con un carico pieno di visioni...Nel frattempo, continuate a passare di qui. Ci saranno anticipazioni nuove. Le trasmissioni riprendono, quindi. Lente, ma riprendono.

domenica 22 giugno 2008

WIKIPEDIA!!!

Bentornati, cervelli ipercalorici.
In attesa di nuovissimi aggiornamenti dal fronte di battaglia, che arriveranno presto (prometto!), vi posto con piacere una recente scoperta sul web che mi ha reso felice.

Una ignota anima pia (che sia Gianluca Umiliacchi? Paolo D'Orazio? Emiliano Rabuiti? Oppure si cela l'ombra enciclopedica di Goffredo Swineheard?) ha inserito una voce di Wikipedia inerente la mia rivista The Artist.

La riporto qui di seguito:

"The Artist è una rivista di fumetti fondata nel 2001 dall’artista underground milanese Ivan Manuppelli con Igor Mangano ed Emanuele Fossati.
Caratteristica peculiare di The Artist è la grande eterogeneità, sia di stili che di autori. Si spazia infatti da fumettisti esordienti o semisconosciuti a grandi nomi del panorama italiano ed internazionale. In alcuni casi le storie sono disegnate a più mani, affidando ogni pagina ad un autore differente, o facendo realizzare la stessa da più disegnatori, fondendo stili, a volte molto diversi tra loro, di artisti che spesso non si sono mai neppure incontrati.
Fra i numerosi collaboratori che si sono succeduti nel corso degli anni figurano artisti come
Bruno Bozzetto, Osvaldo Cavandoli, Carlo Peroni (Perogatt), Paolo Bacilieri, Maurizio Rosenzweig, Hunt Emerson, Mike Diana, Luigi Corteggi, Sergio Ponchione, Alberto Ponticelli, Pat Moriarity, Massimo Semerano, David Vecchiato, Stefano Zattera, Bill Wray, Fernando Caretta, Robert Armstrong, Niccolò Storai, Giuliano Aloisi, Massimo Cavezzali, Geremia Moscatelli, Danilo Loizedda, Alessio Spataro, Davide Boldrini, Tino Adamo, Roberto Mangosi, Giuseppe Palumbo, Stefano Obino, Piero Tonin, e gli stessi Manuppelli (sotto lo pseudonimo di Hurricane Ivan) e Fossati.
Hanno collaborato con la rivista anche alcuni artisti non direttamente legati al mondo del fumetto, come il cantastorie siciliano
Franco Trincale, l’artista di strada Filippo Auti e il burattinaio argentino Adrian Bandirali."


Beh, che aggiungere? Chiunque sia stato lo ringrazio. Sono commosso!

Per quanto riguarda Puck il Nano, ha svolazzato in giardino per la gioia. Ma poi ha rimesso mano ai suoi piani di conquista del globo terrestre.
Tenetevi aggiornati, il suo verbo ammaliante sarà diffuso sulle pagine di "Puck!".

mercoledì 11 giugno 2008

TOLLERANZA ZERO!

Anteprima della mia storia pubblicata sul volume "Zero Tolleranza", edito da Becco Giallo e curato da Emiliano Rabuiti e Claudio Calia.

Un uomo, la sua televisione, e le angoscianti mura domestiche.
Quale forza raccapricciante si cela nel tubo catodico? Su quali frequenze trasmettono l'odio per il genere umano? E poi... l'uomo è intollerante per natura?
Queste e altre inquietudini esistenziali ci tormenteranno in questo incubo fanta-condominiale di ben 5 pagine.
Protagonisti, un uomo qualunque e la sua vita qualunque.

Restate sintonizzati, amici telespettatori.

lunedì 2 giugno 2008

Sun 'n Sound!

Bentornati, complici internauti e anime in fibrillazione.
Qui dalle mie parti c'è un bel po' di euforia.
Sabato sera io e la mia rockband Hamelin abbiamo vinto il secondo posto del Sun 'n Sound Festival, organizzato da Vivimilano.
Abbiamo suonato un paio di pezzi, come volevano le regole.
La cover Tomorrow neve knows dei Beatles più revolveriani, e l'inedito Tutto il mio cuore, una rocambolesca scalata blues negli inferi di una storia d'amore.
Ecco quanto scrive il giornalista Riccardo Bozzi:

Hamelin, fiabe a suon di blues

«Tutto il mio cuore»
è un blues che parte sottovoce,
con chitarra e armonica, per poi scatenarsi con l'entrata degli altri strumenti

Il nome, Hamelin, fa pensare al pifferaio che nella fiaba sa incantare con la musica; e alle fiabe fa pensare Francesca, voce e immagine della band milanese. Un folletto, o una fatina, con una voce blues capace di arrabbiarsi e graffiare. «È piccolina e molto timida ma ha un sacco di energia», commenta non senza orgoglio Om Sharan, chitarrista e autore delle musiche: «Noi le chiediamo molto: le facciamo distorcere la voce, le facciamo cantare testi acidi...». Già, i testi: li firma Ivan e riflettono per la maggior parte storie sentimentali sofferte e arrabbiate, affrontate con sarcasmo e amarezza. Sarcasmo e amarezza per i quali Ivan dichiara di ispirarsi a Bob Dylan (poeta del rock, ma in effetti anche campione della canzone d'amore più cinica e disillusa: basta rileggere quel crudele capolavoro che è «Don't Think Twice, It's All right»). La passione per Dylan ha fatto sì che gli Hamelin siano stati invitati a diversi festival folk, anche fuori Milano: tutte esperienze che si aggiungono ai concerti già tenuti in vari locali della città. Sempre nel segno del blues, e con un tocco fiabesco in più.

Chi sono: Alberto Luongo,
22 anni, batteria; Ivan Manuppelli, 23 anni, basso e armonica a bocca; Om Sharan Salafia, 23 anni, chitarra e cori; Guido Scarpa, 23 anni, tastiere; Francesca Tuzzi, 23 anni, voce
Il brano originale: «Tutto il mio cuore». Un blues che parte sottovoce, con una intro chitarra & armonica, per poi scatenarsi a mano a mano che entrano gli altri strumenti. Ma la differenza la fanno la voce, non comune, e il testo, originale e sarcastico: «Darò a tua madre tutto il mio cuore così che può pulirci casa, ossessionata dall'igiene e dagli ospiti, con il mio cuore al Lysoformio»
La cover: «Tomorrow Never Knows» (Beatles)
...
Che altro aggiungere? Sono contento, cazzo!
Forse c'è solo una piccola postilla, giusto perchè sono paranoico: il pifferaio magico non venne mai pagato dopo la sua efficacissima opera di derattizzazione. Cacciò tutti i topi dalla città come negli accordi, ma il sindaco di Hamelin al momento del pagamento gli rise in faccia. Quindi, offeso e incazzato quanto ogni lavoratore precario di oggigiorno, riprese il suo flauto e si mise a suonare una bella marcia trascinante: solo che stavolta, al posto dei ratti, incantò tutti i bambini del villaggio di Hamelin. Le piccole creature seguirono il pifferaio fino a un pericoloso dirupo e a quel punto lo strambo musicista li fece tutti precipitare.
Altro che fiaba per i più piccoli!

venerdì 23 maggio 2008

Intervista a me!

Ciao, gente.
Questa domenica, alle ore 11 presso la Triennale di Milano, c'è il convegno "Hot Spots: arti, creatività, stili e consumi delle scene artistiche attraverso i magazine a Milano" , un'iniziativa che fa parte del progetto Incontemporanea.
Tra le riviste rappresentative di realtà parallele nella metropoli è stata scelta anche The Artist. Assieme alla Scimmia, a Nixon, ai Fumetti della Gleba, a Mousse, Rodeo e tanta altra materia grigia stampata.
E per l'occasione sono stato intervistato da una certa Federica.

Ecco qui di seguito tutta la conversazione.
A presto, companeros!

Ci potresti spiegare brevemente il rapporto della rivista con la 'scena creativa' milanese (Arte, Musica,Grafica,Fotografia)?

La nostra è una rivista di fumetti.
Prima si chiamava “The Artist”, e adesso si è reincarnata in un nuovo progetto chiamato “Puck!”
Devo precisare che dietro a questa pubblicazione ci sono, oltre al sottoscritto, anche Emanuele Fossati e Francesca Carbonini, che mi danno una mano nella gestione creativa e burocratica della faccenda.

Molti dei nostri artisti operano e partoriscono i loro mostri interiori in questa città, e con la scena creativa milanese ci sono state diverse collaborazioni. Il centro sociale Cox18, ad esempio, ha ospitato due nostre manifestazioni nel 2005 e nel 2007.

Quali creativi (artisti, scrittori, musicisti) con all'attivo progetti personali (mostre, corti, performance, siti, fanzine...) lavorano occasionalmente o con una certa costanza per la redazione?
Dividerei la fittissima schiera di collaboratori e amici in tre sezioni: cartoonist stranieri, autori italiani e artisti di strada. Ed è proprio la loro improbabile convivenza a mettere in moto l’intera baracca.

Per quanto riguarda il fronte estero, alla rivista The Artist collaborano quasi tutti i principali esponenti della corrente americana degli Underground Comix, quelli che misero a ferro e fuoco l’opinione pubblica americana, rivoluzionando radicalmente il modo di fare fumetti e di leggerli. Frank Stack, in arte Foolbert Sturgeon (un nome che si è dato per scimmiottare il collega Gilbert Shelton) è uno dei nostri collaboratori più fidati. Ci ha dato i diritti per pubblicare il suo Jesus Christ versione hippie e ci ha disegnato storie inedite create apposta per l’occasione, come il duetto tra il suo personaggio biblico e il nostro Puck il Nano (e questo sketch è stato pubblicato sul nostro ultimo numero speciale), oppure le nuovissime Adventures of God, che vedrete presto sul primo numero di “Puck!”, ancora in fase di lavorazione.
Anche Robert Armstrong, l’autore di Mickey Rat, è un altro assiduo frequentatore della nostra rivista. Così come Ted Richards, Zograf, Kaz, John Pound , Pat Moriarity e Bill Griffith.
Ma il pezzo da novanta della nostra schiera di collaboratori esteri è senz’altro Hunt Emerson, il più pazzo fumettista che conosca. Per noi ha disegnato tantissime storie, oramai, come la bellissima Sacked and Robbed, dove la gang di Puck il Nano cerca di rapinare il disastrato jazzista Max Zillion.
Hunt Emerson ha presenziato con noi a una mostra di fumetti di Roma, qualche anno fa. Ha suonato la chitarra e ha disegnato tutto il tempo i suoi omini distorti e le sue galline incazzate. Un genio! E posso dirvi, in anteprima assoluta, che sarà sua la copertina di “Puck!” #2.

Gli italiani che ci sostengono appartengono a generazioni e a gruppi eterogenei. C’è Maurizio Rosenzweig, che è uno dei più tosti e dei più prolifici. E Alberto Ponticelli, con i suoi bianchi e neri che uccidono. E Federico Sfascia, l’autore di Giustizia Arbitraria, il supereroe reazionario che ama la repressione.
Sergio Ponchione è un altro dei collaboratori più preziosi. Ha disegnato una storia surreale dove Puck incontra il suo Obliquomo. E ha creato apposta per la rivista il viaggiatore intergalattico Tuxedo Jack. E poi ha dipinto la copertina del primo numero di “Puck!”, una vera bomba.
Fernando Caretta, il re del porno a fumetti, ci sostiene fin dal primissimo numero ancora ciclostilato. Per noi ha inventato le comic strip autobiografiche di Nando.
Paolo Bacilieri è un altro dei nostri autori di spicco, e le sue copertine hanno lasciato un bel segno. E Massimo Semerano, con i suoi noti poteri da demiurgo, ha ridato vita al Dottor Cifra (un personaggio nato tanti anni fa) apposta apposta per noi.
La lista degli autori continua all’infinito: Giuliano Aloisi e le sue Storie della Luna Piena, Roberto Mangosi e il suo umorismo surreale, quel genio di Max Capa, Piero Tonin, Danilo Loizedda, Alessio Spataro, Carlo Peroni, Maurizio Ercole, Stefano Zattera, Squaz, Geremia Moscatelli, Matteo Guarnaccia e recentemente si è aggiunto anche Giuseppe Palumbo con delle storie violentissime ambientate all’epoca del cinema muto.
E poi vorrei ricordare Osvaldo Cavandoli, l’autore della Linea, uno dei padri del cinema d’animazione. Era il nostro guru, la vera guida spirituale della rivista. Era incredibile come un artista di quel calibro, con tutta quella esperienza alle spalle, desse retta a dei ragazzini come noi. Ci lasciava i diritti per pubblicare le sue storie, oppure in alcuni casi disegnava anche cose scritte da noi della redazione. Per lo speciale orrorifico “Creepartist” ha disegnato una mia storia sui vampiri. Incredibile!!! Era bello avere questo importante punto di riferimento, e “The Artist” era il modo migliore per avere a che fare con questa persona straordinaria. Ci manca parecchio.

La frangia degli artisti di strada, invece, comprende Franco Trincale, un grande amico nonché l’ultimo vero cantastorie. Di lui è stato scritto tantissimo. Quando Berlusconi volle spostare i processi da Milano a Brescia, mettendo tra i motivi anche la presenza delle ballate di Trincale in Piazza Duomo, decisi di intervistarlo. E così diventammo amici, e da quel momento gli affidai la rubrica “L’angolo del Cantastorie”, uno spazio da lui autogestito dove può dire e fare quello che gli pare. È bello sapere che fa parte della nostra comune artistica.
Adrian Bandirali, burattinaio trotskista, è l’altro opinionista della rivista. Cura una rubrica di politica e lotta sociale. Mi piace pensare che questi personaggi così pittoreschi siano parte integrante della nostra pubblicazione.
A questi due si era aggiunto nel 2004 Filippo Auti, un altro grandissimo recentemente scomparso. I suoi visionari dipinti da autodidatta mettevano a dura prova la credibilità di Mimmo Rotella e di tutta la pop art italiana. Per non parlare della recente corrente pop-surealista americana. Era il nostro elemento ingestibile, il vero profeta di una carovana di folli. Il nostro Syd Barrett settantenne. Faceva dei comizi all’insegna del grottesco e della provocazione, per vendere meglio i suoi quadri. Una volta ce lo portammo con noi a una fiera del fumetto. Si disegnò le stigmati sulle mani e incitò la folla a comprare la nostra pubblicazione. L’unica, secondo lui, a svelare i rapporti sessuali di Padre Pio. Lui era fatto così: prendeva elementi della politica, della religione e della società italiana e li rimescolava a piacere, con una forza comica dirompente. E dietro a questo tragico teatrino si potevano leggere delle sonore stoccate ai poteri forti. È morto in povertà, dimenticato dai molti che magari ora vorrebbero sciacallare il suo talento. Era un elemento importante per la rivista, e un amico fuori dal comune. Vorrei tanto che fosse ancora qui a farsi le sue grasse e ciniche risate sulla stupidità umana.

L'art direction, lo stile visivo e la grafica della rivista sono stato ideati seguendo quale criterio?
Il mio principale punto di riferimento, per quanto riguarda la verve comica, l’aspetto grafico e l’impaginazione della rivista, è Mad Magazine, nel periodo che va dagli anni ’50 ai ’60 compresi (quelli sotto la direzione di Kurtzman e di Feldstein). Aveva un impatto visivo fortissimo.
Altri riferimenti? Oz Magazine, International Times, Weirdo, Plop!, Blab! , tutta la Ec Comics e McSweeney’s. Ma anche Eureka (sotto la direzione artistica di Luigi Corteggi) e Cannibale.
L’art direction di The Artist è mirata sostanzialmente verso questo taglio. Un po’ di grafica sixties, collages, e citazioni dalle vecchie riviste dell’orrore.
Ma poi ci sono i soliti problemi. Ad esempio, la mancanza di fondi ci ha costretto più volte a condensare gli articoli in poche pagine. Cavandoli ci prendeva spesso in giro, e se la rideva, per i nostri articoli scritti fittissimi per risparmiare i soldi della tipografia. Bei ricordi.

Per quel che riguarda le immagini presenti nella rivista: fotografie, disegni, sezioni grafiche ecc. In che misura sono prodotte dalla redazione in relazione al materiale che invece viene chiesto per gli articoli/ redazionali? C'è una scelta precisa di gusto in merito?
Passiamo alla prossima, okay?

Credi che la rivista crei 'immaginario'? In particolare, che 'immaginario specifico' rispetto all'esistente? O come interagisce con l'immaginario urbano o creativo locale o internazionale?
Il nostro immaginario è una fusione di tutta la moltitudine di artisti che collaborano alle nostre pagine. Psichedelica, fenomeni da circo, vecchie storie dell’orrore, gli hippies, le belle donne, la Grande Depressione Americana.

Obiettivo della rivista.
Sto conservando gelosamente tutti i guadagni della rivista. Ho fatto i calcoli. Quando arriveremo al numero 1054 avrò i soldi necessari per comprarmi una navicella di salvataggio. E solo così potrò salvarmi dal disastro atomico che investirà il nostro pianeta, e iniziare una nuova progenie sul pianeta Krypton.

Per quanto riguarda i collaboratori: ti disturba o pensi sia arricchente che molti collaboratori della rivista lavorino anche per altri magazine?

Beh, è ovvio che i collaboratori lavorino anche per altre pubblicazioni. Non esiste nessun contratto a vita firmato con il sangue, anche se Puck il nano lo vorrebbe tanto.
E poi credo che nel mondo del fumetto (o perlomeno di una fetta del fumetto) ci sia un forte spirito di collaborazione. Mi piace pensare che le riviste The Artist e Lamette, ad esempio, si scambino tra loro alcuni autori. È costruttivo. O che la recente Nixon, diretta da Akab, ospiti sia i miei fumetti che quelli di Armin Barducci di Monipodio e dei ragazzi della Scimmia.
È giusto che ogni rivista mantenga la propria identità distinta, e che non ci siano cloni. Ma non potremo mai parlare di esclusive, soprattutto se molte riviste (come la nostra) non possono permettersi di pagare i propri autori.

Per quanto riguarda la distribuzione: dove ritieni indispensabile venga distribuita? Perché? Come viene distribuita (a mano? Spedita?)
Ci sono dei negozi di fumetti che ti danno una mano, e ti aiutano a vendere la rivista senza il losco giro di una casa di distribuzione. A Milano ne abbiamo trovati diversi, così come negozi di dischi, librerie e centri sociali.
E questo è una manna dal cielo, perché almeno nel tuo territorio sei coperto.
La distribuzione è utile, ma per situazioni come la nostra è ridicola. Si intasca il cinquanta per cento di quello che fai, è una sorta di pizzo legalizzato. E così sei costretto ad alzare i prezzi per rientrare nelle spese, e a far pagare la tua rivista più del doppio di quello che ti è costata. Questa cosa se la possono permettere i grossi editori, che hanno alte tirature, ma per i piccoli è un suicidio. Ci dovrebbe essere un trattamento di riguardo, credo, per incitare la stampa indipendente. Perché è sempre nelle piccole situazioni che si creano e si sviluppano le cose più interessanti. E i talenti giovani.

Tempo fa c’era Sergio Nazzaro a dirigere Mega. Lui è stato grandioso, e gli sono ancora grato. Ci ha fatto entrare nel mondo della distribuzione e ha dato spazio a The Artist, incoraggiando davvero le vendite e la nostra produzione.
E quando capitano queste cose sei una persona un po’ più felice.

The Artist e la sua incarnazione Puck! sono anche vendute per corrispondenza.
Ma anche questo è un problema.
Le poste italiane hanno fatto fuori gran parte delle pubblicazioni indipendenti. E lo sanno bene, solo che a nessuno gliene frega un cazzo. Perché gran parte della stampa indipendente viene riconosciuta come clandestina, e quindi illegale. Poco importa se in effetti nessuno ci guadagna qualcosa a fare questo tipo di mestiere, e lo fa solo per passione.
L’ambito titolo “piego libri”, che ti garantisce spedizioni a basso prezzo, è qualcosa che ormai viene concesso solo alle grosse case editrici. È impensabile nella nostra situazione l’idea di pagare una spedizione in contrassegno per una sola copia, da vendere magari a un lettore che vive in un paese sperduto chissà dove. Rischi di perdere una grossa fetta di pubblico, con questi prezzi alle stelle.

Credi che la rivista dialoghi con una 'comunità'? O che l'abbia prodotta? Quale in particolare e perché?
L’intento nostro è sempre quello di creare una rivista popolare, mai per una elite privilegiata. Perché altrimenti c’è il rischio di ripetersi e di autocelebrarsi. E poi diventerebbe una noia mortale, un gioco perverso per addetti al settore.
Ma in ogni caso una elite si crea sempre, è un processo inevitabile. Insomma, io vorrei davvero che la nostra rivista venisse letta da tutti. Ma dubito che quelli di Comunione e Liberazione, ad esempio, vogliano abbonarsi.

Ci sono degli strumenti ad hoc per dialogare con questa comunità? (newsletter, sito, mailing list, o eventi "live", feste, ... Se sì, queste ultim,e dove avvengono? Sono autoprodotte?
Spesso ci serviamo dei poster per comunicare al pubblico i nostri sporchi traffici. E di mostre celebrative per diffondere il nuovo numero della rivista. È bello coprire i messaggi elettorali della Moratti con degli annunci di Puck il Nano!

Come vedi la rivista tra 10 anni?
I fumetti non esisteranno più. Saranno sostituiti dagli sceneggiati radiofonici, che subiranno un inaspettato processo di revival. La nostra rivista cercherà di resistere, ma senza successo. Si trasferirà al manicomio nazionale, dove saranno rinchiusi tutti gli artisti oramai disoccupati, e là daremo via a uno spettacolare numero di addio.
Ma questo, ovviamente, prima del disastro atomico.

mercoledì 21 maggio 2008

FOTO DI GRUPPO CON SCHELETRO!

Questa è la mia rock'n roll band. Gli Hamelin.
Da sinistra: il sottoscritto, Francesca Tuzzi, Alberto Luongo, Guido Scarpa e Omsharan Salafia.
Fotografia di Georgemary.

Siamo stati intervistati da Vivimilano, per parlare delle nostre canzoni e delle nostre visioni.

In questo momento vorrei suonare l'armonica in una baracca della Louisiana.

A prestissimo, su queste stesse frequenze, con un fumetto nuovo nuovo.

mercoledì 14 maggio 2008

Ritardi Colossali

Bentornati.

Quella che vedete qui sopra è la locandina ufficiale del concerto di venerdì scorso tenuto dalla mia rock'n roll band, gli Hamelin, per la quale scrivo quasi tutti i testi e suono il basso e l'armonica a bocca.
Abbiamo suonato per due ore piene, ripercorrendo la nostra fase blues, quella più hard rock e quella dichiaratamente psichedelica.
E nel frattempo, apposta per l'occasione, il mio terzo cappello a cilindro ha fatto il suo debutto ufficiale per il pubblico.

Nel casino generale della mia vita, intanto, mi è mancato il tempo di darvi un resoconto ufficiale del mio viaggio a Napoli in occasione del Comicon. Avevo lasciato queste pagine proprio annunciando la venuta di Puck il Nano al salone internazionale dei comics, ma poi sono sparito nuovamente dalla circolazione.
Beh... Eccovi i punti più salienti:

- Ho perso le valigie all'andata, con dentro tutti i miei disegni originali degli ultimi due anni (porcaputtanastronzainfamecagnaimpestatatroia!!!), per poi ritrovarli felicemente all'arrivo del volo successivo (diosiabenedettoneisecoliesalgaingloriamen!!!)

- Mi sono ubriacato tre sere su tre, e sempre con gente diversa

- Ho consigliato a una ragazza di smettere di leggere manga, e lei ha spalancato gli occhi sulla via della ragione.

- Ho presentato la storia "Molotov", assieme allo sceneggiatore Luca Vanzella (ed entrambi alla presentazione ufficiale di Futuro Anteriore non ci ricordavamo il titolo della storia)

- Ho quasi vomitato in aeroporto

- E per finire, nel viaggio di ritorno mi sono sognato un gremlin che sabotava il menu della hostess (Rod Serling mette a dura prova il mio subconscio)

E poi, giusto per la cronaca, queste sono le persone che ho visto e che saluto: Barbara, Giadarugiada, Francesca che mi ruba il cappello, StraberryAle, Micol, Giovanna d'Arco, Rocco Lombardi, Simone Lucciola, Massimo Semerano,Luca Vanzella, Luca Genovese, Giuseppe Palumbo, Matteo Fenoglio, Emiliano Rabuiti, Claudio Calia,Laka, Alessio Spataro, Matteo Polenta, le Serpi in Seno, Giorgio Santucci, Lorenzo Sartori, Alberto Corradi, Alino, Michele Ginevra, Lorenzo Chiavoni e i suoi amici, il Dizionario del Fumetto, Miguel Angel Martin, Dario Morgante, Jeremyville, Ponchione, Squaz, Ratigher, Giacon, Maicol&Mirco, Dott.Pira, Tuono Pettinato, Remo Fuiano, Luca Boschi.Più tanti altri che sicuramente avrò dimenticato.

Okay, companeros...ora vi saluto.
Puck necessita il mio aiuto per la venuta della Rivista (ma ci siamo quasi, il maledetto nano sta già oliando i motori e tenendo lezioni di impaginazione ai sottoproletari cinesi).

A presto, promesso, su queste stesse frequenze.