giovedì 29 gennaio 2009

Working on a dream

Di nuovo qui, amici sognatori.
Qui sopra potete vedere la mia illustrazione per la rivista Rolling Stone dedicata al nuovo album di Bruce Springsteen: "Working on a dream".

Questa allegra scenetta di famiglia, infatti, accompagna la recensione del nuovo disco del Boss, che trovate pubblicata a pagina 143 del numero di febbraio in questi giorni nelle edicole.
Per chi volesse acquistarlo, le coordinate sono queste: è il numero 64, la copertina è a scelta tra Elvis, Bob Dylan e John Lennon (giusto tre a caso, insomma) e costa solo 2 euri e novanta.

Beh, momenti di gloria a parte, sappiate che "Puck!" è agli sgoccioli.
Sono andato a ritirare la fatidica copia 000 dal tipografo. Sembra procedere tutto al meglio. A breve avvierò le stampe di tutta la tiratura. Restate sintonizzati, con nuove anteprime.

sabato 24 gennaio 2009

Solidarietà al COX 18!


ECCO LA NOTIZIA COME LA VORREI:

"Il 22 gennaio 2009, alle 7.00 del mattino, un centinaio di poliziotti è entrato nelle abitazioni private del Sindaco Letizia Moratti. Stando a una recente ordinanza del Comune di Milano, infatti, il lussuoso appartamento che per anni ha ospitato la famiglia Moratti verrà abbattuto per costruire un nuovo centro di aggregazione per giovani disoccupati alienati.
Il Sindaco ha cercato di difendere i beni di famiglia con i denti, e nella breve colluttazione più di un agente di polizia è stato morso alle caviglie.
Le forze dell'ordine, in ogni caso, sono riuscite a placare la rivolta. La Moratti è stata sedata con del lisoformio, e la casa verrà finalmente abbattuta.
Messe sotto sequestro l'intera collezione di Novella 3000, le foto compromettenti di un party tra settantenni depravati al Billionaire, e l'ultimo libro della scrittrice fallimentare Francesca Carbonini."

ED ECCO, INVECE, LA CRUDA REALTA' DEI FATTI:

"Il 22 gennaio 2009 alle 7.00 del mattino un centinaio di poliziotti è entrato nel Centro Sociale Conchetta, fondato più di 33 anni fa, per mettere fine all'esistenza del Centro, della libreria Calusca nata nel 1971 e del prezioso e storico archivio Primo Moroni."
"In questi mesi un po’ ovunque a Milano, nel contesto della mostra It’s Difficult di Alfredo Jaar, si potevano scorgere cartelli con la domanda Cos’è la cultura? La risposta di Letizia Moratti e Riccardo De Corato ci è giunta in questi giorni, con la chiusura di uno dei luoghi culturalmente più dinamici e stimolanti della città. Il tutto in nome di uno spirito legalitario di cui gli stessi amministratori non sembrano dare prova quando in gioco sono questioni edilizie, sanità privata o poteri forti. Con sgomento abbiamo appreso dello sgombero di Cox 18. In una città sempre più tetra e asfittica, Cox 18 ha rappresentato per tutti noi un punto di riferimento importante. Una programmazione musicale di alto livello, aperta sul mondo a 360 gradi, che dava a molti, e a prezzi irrisori, la possibilità di confrontarsi con le produzioni più innovative o, in altre serate, di ballare o fare quattro chiacchiere. Questo sarebbe già abbastanza, ma non è certo tutto. Nel corso degli anni Cox 18, con al suo interno la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni ha costituito un luogo unico di confronto fra le idee. Tutti noi abbiamo presentato i nostri libri, abbiamo organizzato dibattiti o vi abbiamo assistito. Se c’era un’idea, in Cox 18 la si poteva realizzare, magari testandola per poi portarla altrove. Presentazione di libri, si diceva, ma anche rassegne cinematografiche, convegni, seminari, spettacoli teatrali o di danza, mostre o installazioni. E magari tutto insieme, unendo forme e mondi distanti. Non è questa la sede per illustrare tutto quello che Cox 18 ha fatto in più di dieci anni. Noi lo sappiamo e ci auguriamo che il collettivo di gestione sappia, in queste settimane, rendere consapevoli coloro che non lo sono dell’importanza di Cox 18, della sua storia, del livello delle iniziative che in questi anni si sono succedute. C’è un’immagine che rende chiaramente l’idea di che cosa sia la cultura per Letizia Moratti e Riccardo De Corato: i poliziotti che si avventano sui libri della Calusca e dell’Archivio Moroni per sequestrali e spedirli al macero. Fortunatamente qualcuno li ha fermati, almeno per il momento. Ma Cox 18 è sotto sequestro. Non può finire così. Ormai siamo quasi al capolinea. Non resta più molto, in questa città, che non sia consumo scadente o trash provinciale. Da qualche parte bisogna iniziare a fare qualcosa per porre fine al “genocidio” culturale avanzato inesorabilmente in questi ultimi anni. Mobilitiamoci per difendere Cox 18, la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni. " (Marco Philopat)
...
Impediamo lo sgombero del Centro Sociale Cox 18.

Il Cox 18 è una realtà importante per Milano e per questo va sostenuta con tutte le forze possibili. Tra le sue mura si sono mossi artisti del calibro di Winston Smith, Miguel Angel Martin, Matteo Guarnaccia, Bad Trip, John Sinclair, Bruce Sterling.
La Libreria Calusca, fondata da Primo Moroni, ha un archivio storico che dovrebbe essere trattato come una istituzione, in questa città del cazzo.

E per quello che mi riguarda, il Cox ha ospitato due mostre organizzate dal sottoscritto:

  • "Hey Puck!", nel lontano 2004, che raccoglieva ritratti inediti di Puck il Nano realizzati da Squaz, Ericailcane, Max Capa, Bruno Bozzetto, Maurizio Rosenzweig, Osvaldo Cavandoli, Massimo Cavezzali, Miguel Angel Martin, Roberto Mangosi, Robert Armstrong e oltre 50 fumettisti di fama internazionale.

  • "Tutto quello che avreste voluto sapere su The Artist e non avete mai osato chiedere", nel 2007, in cui venivano esposte le tavole dell'omonimo (e travagliatissimo) numero speciale della rivista.

E come ha dato spazio a me, lo ha fatto con tanti altri artisti.
Quindi
AIUTA IL COX18 A SOPRAVVIVERE,

lunedì 29 dicembre 2008

GROOVE!!!

Che cosa combinerà il buon vecchio Jack lo sciupafemmine, senza uno straccio di vestito, sui cornicioni dei grattacieli newyorkesi?
Per quali motivi una donna sta urlando all'arrivo del marito?
E soprattutto: perchè lo spettro di Brian Jones se la ghigna con una corda appesa al collo?
Queste e altre meraviglie vi attendono nella prossima orrorifica puntata di "Groove", uno dei tanti fumetti inediti che troverete tra le pagine dell'attesissimo "Puck!".

Qui sopra, e qui sotto, qualche anteprima.
Testi e disegni del sottoscritto.
Buon anno, gente!

sabato 27 dicembre 2008

Ode a Filippo Auti!

Esattamente un anno fa se ne andava per sempre il grandissimo Filippo Auti, l'artista più controverso e coerente che io abbia mai conosciuto. Una delle firme più visionarie della mia rivista The Artist. La voce di protesta per eccellenza, che smaschera i poteri forti per svelarci quello che si nasconde dietro al velo: e cosa, se non la cruda carne dei loro orrori quotidiani?
Un nemico della burocrazia, dei regimi politici, degli ospedali, dell'uniformità di pensiero.
Nonchè un pittore coi controcazzi.

Quello che Filippo mi ha detto l'ultima volta che l'ho visto, la vigilia di Natale del 2007, sono state queste semplici parole: "Stalin è morto a 75 anni... io ho campato anche troppo!".
E immagino che della stessa idea fossero anche i suoi cari ex amici galleristi...perchè alla notizia della sua morte il loro interesse da fottuti sciacalli si è miracolosamente rianimato.

Ho scritto un breve racconto, per ricordare Filippo. Si intitola "Ode a Filippo Auti!" , e qui sotto potete leggerne in anteprima la prima parte.
Il resto della storia lo troverete pubblicato per intero sul primo numero di "Puck!".
...
Beh...alla prossima, companeros, con nuovissimi aggiornamenti sulla venuta del nano.
E magari qualche mio disegno nuovo (che sarebbe anche ora!).
...

ODE A FILIPPO AUTI!!!
(viaggio di andata e ritorno per l'Oltretomba!)
PRIMA PARTE.

- Pronto?

- Buonasera. Sono il burocrate Giocondo Tabacchi. Telefono dagli uffici dell’Oltretomba, Dipartimento Reclutamento e Contratti a Progetto.

- Mi dica.

- Il nostro personale sta cercando di ottenere informazioni più dettagliate riguardanti un nostro nuovo arrivato, tale Filippo Auti. Dai pochi documenti che ci sono pervenuti ci risulta: professione pittore e libero pensatore. Lei ne sa qualcosa?

- Filippo è stato uno dei più importanti collaboratori della nostra rivista. Un talento inclassificabile: libero dagli schemi politici, dalla retorica, e dalla schiavitù del denaro. Libero persino dalle medicine. Immagino che non siano molte le persone di questo calibro, che arrivano laggiù.

- Ogni tanto capita sempre qualche piantagrane. Tempo fa ci hanno mandato un capellone che ha cercato di sconvolgere tutto il nostro impianto burocratico. Abbiamo sudato sangue per trovargli il giusto impiego.

- John Lennon?

- Ma no! Galileo! Fottuti scienziati facinorosi. Vengono qui e riscrivono le leggi della fisica a loro piacimento. Lo sa che ci ha fatto ricostruire completamente il Nono Girone dell’Inferno? Le anime continuavano a sbattere la fronte sulle scale!

- Me ne rammarico.

- Faccia poco lo spiritoso. Vuole che mandi su qualche guardia con il forcone, per farle passare la voglia?

- Mi avete telefonato per quanto riguarda Filippo Auti. Che cosa volete?

- Quell’uomo sta piantando un gran casino, quaggiù. Ancora mi rincresce il fatto di non avervelo lasciato per un altro po’ di anni, da vivo ci dava senz’altro meno problemi. Provi a immaginare la reazione dell’opinione pubblica. Si è disegnato un paio di stigmate sulla mano, e ha iniziato a diffondere quei dipinti sobillatori nelle nostre piazze. Ci sta provocando, mi capisce?

- Il caro vecchio Filippo.

- E non è tutto. Boris Karloff e Christiaan Barnard si sono aggiunti al suo seguito. Dicono che gli ospedali sono delle macchine di morte, che espiantano gli organi ai cadaveri che ancora respirano. Si rende conto della gravità di queste insinuazioni? Nessun paziente vorrà più morire in un letto d’ospedale! I defunti stanno preparando una rivolta contro il sistema medico
italiano, vogliono vendicarsi. Ne sentirà parlare presto, le agitazioni stanno prendendo piede e non riusciremo più a fermarle. Si prospetta uno scenario da guerra civile.

- E io che cosa potrei fare? Ho già i miei problemi, qui tra i vivi.

- Cerchi di fermarlo. Provi a parlargli. L’ultima cosa che vogliamo, qui, è che l’ultimo arrivato ci sconvolga un ordine consolidato da millenni.

- Vuole che gli parli al telefono? Le interurbane ultraterrene costano un occhio della testa!


- No, niente telefono. Ai defunti non è consentito parlare con i vivi per via telefonica. A meno che non siano dei funzionari del Dipartimento come il sottoscritto. Le consiglio di venire a farci visita, e parlargli personalmente. Ha ancora con sé quel flacone di aspirine che le abbiamo mandato?

- Sì, mi avete inviato l’ennesimo campione la settimana scorsa.

- Bene. Prenda tre di quelle compresse e attenda un paio di minuti. Il responsabile del reparto la attende al piano sottoterra.

Ingerisco quelle maledette aspirine. Provo una strana sensazione di piacere, seguita da una fitta allo stomaco. Poi il vuoto.

(fine prima parte).

lunedì 22 dicembre 2008

L'Antimiracolo di Natale

Ecco il vostro regalo di Natale, bambine e bambini che non vi siete comportati bene.

Spegnete la musica e gettate un occhio su questo filmato. Si tratta di un estratto del film-documentario "L'Antimiracolo", una pellicola del '65 diretta da Elio Piccon.

Lo pubblico perchè i primi due attori improvvisati che vedete in scena, impantanati tra le terribili paludi di San Nicandro, sono nientepopodimeno che due miei lontani parenti: Nazario Manuppelli e suo fratello Angelino, due fratelli di mio nonno Nicola che hanno avuto una breve ma intensa carriera nel Cinema Neoralista.

In particolare, Nazario Manuppelli ha recitato in altre due pellicole di B Movie degli anni '60: "Mondo Balordo" e "Terra Bruciata", titoli dimenticati da Dio ma che potrebbero sempre fare impallidire un qualunque Quentin Tarantino.

"L'Antimiracolo" è un crudo documentario girato nei territori di Lesina e San Nicandro Garganico, in quelle terre di Foggia dove si sono formate le mie radici. Il regista Elio Piccon voleva creare un documentario sulla vita dei pescatori del luogo. E così, dato che tutti facevano la fame, e il lavoro mancava come non mai, ha preso parte alle riprese anche l'intera popolazione, o quasi, del vicino paese di Apricena. E tra questi una buona parte della mia numerosa famiglia, che come tantissime altre famiglie del meridione viveva nel più puro e disperato sottoproletariato alla John Steinbeck.

Fate un'indagine. Magari qualche vostro parente di quelle parti, a vostra insaputa, è stato per un attimo una stella del cinema-verità.

Ma adesso basta divagare. Vi lascio alle vostre cene diabetiche.

Buon Natale. Il vostro visionario di fiducia.

lunedì 15 dicembre 2008

Sono finito nel nuovo libro di Paolo Bacilieri!


"Puck!" è in tipografia. Continuo a pensare a come verrà, a seguire tutte le sue fasi di gestazione, a sperare che la carta sia del colore giusto, e che l'inchiostro non sia di quelli simpatici che scompaiono dopo che hai pagato il conto.
Faccio avanti e indietro nel corridoio quasi come se la mia ragazza dovesse partorire.
Perchè è di questo che si tratta, di un parto bell'e buono.
182 pagine di figate assolutamente inedite: viaggi spaziali, violenza gratuita, consigli divini e rimedi miracolosi. Un anno e mezzo di lavoro per la gioia dei vostri occhi.

Tuttavia, oggi faremo una pausa e vi parlerò di tutt'altra faccenda.

Quella che vedete quassù è una illustrazione di Paolo Bacilieri, e la trovate pubblicata nel suo ultimo libro: "Canzoni in A4", edito dalle Edizioni Kappa.
Il disegno ritrae il sottoscritto, a Roma, in compagnia di Emanuele Fossati ed Ettore Tripodi.
Tutti e tre, assieme a Bacilieri, eravamo stati invitati all'edizione 2006 di "Crack! - Fumetti dirompenti". Ed è proprio in una di queste assolate giornate estive, mentre si aspettava di entrare alla mostra di Raffaello a Villa Borghese, che venne realizzato questo disegno.
Non pensavo che sarebbe mai stato pubblicato!

L'insolito quartetto doveva promuovere lo speciale "Tutto quello che avreste voluto sapere su The artist e non avete mai osato chiedere", per il quale Bacilieri realizzò la doppia copertina.
Paolo era stato chiamato in causa anche per una sua mostra di originali di Zeno Porno, che si sarebbe tenuta proprio negli spazi sotterranei del Forte Prenestino di Roma.

Ho dei bei ricordi di quel viaggio. Un sacco di alcool, incontri improbabili, feste universitarie in cui imbucarsi, uno scalcagnato museo delle cere, il traffico di Roma che impazziva e noi che ci perdevamo a bordo della fidatissima Puckmobile.
Ricordo anche un cameriere che, per attirare l'attenzione, ci ha giurato di offrirci la cena se avessimo indovinato la donna della foto in vetrina, ma quando tutti e quattro abbiamo fatto il nome di Anita Ekberg se l'è data a gambe.

Durante quei giorni di celebrità, per l'imprevedibilità degli eventi, ho anche cenato con il regista di "Notte prima degli esami" e con quella testa di cazzo del protagonista del film, che faceva di tutto per atteggiarsi da attore di storie per gggiovani con quell'aria di distacco da "io scopo più di tutti voi del ristorante messi assieme". Ho pregato i miei demoni interiori affinchè si rovesciasse il piatto bollente sul costosissimo vestito, o inciampasse per terra facendo la più brutta figura in vita sua dai tempi delle elementari.
Ma niente da fare. I suoi santi protettori, a quanto pare, avevano degli agganci ai piani ancora più alti.
La solita fregatura, insomma.

martedì 9 dicembre 2008

Sissignore è stata una svista abbi un occhio di riguardo per il suo chitarrista!

Bentornati, amici fanatici.
Prima di parlare della tormentata venuta di Puck il Nano, voglio parlarvi di questa iniziativa.

Quello che vedete qui sopra è il mio personale contributo alla mostra "I MALEDETTI DEL ROCK ITALIANO, Segni & Suoni di strada da Clem Sacco ai 99 Posse", che si terrà a Città di Castello (Perugia) presso il Palazzo del Podestà da domenica 28 dicembre a domenica 18 gennaio 2009.

Giuseppe Sterparelli si è fatto vivo tramite un'apparizione cibernetica e mi ha chiesto di collaborare, scegliendo un artista rappresentativo del rock italiano a cui rendere omaggio.

Beh...Chi, se non Ivan Graziani?

Perchè solo un genio può scrivere cose come: "Tutti aspettavano Heavy Pig il re del Punk Romantico ma al suo posto si presentò il Sergente Osso Stanco che eseguì una porcheria alla chitarra a smalto e la chitarra era tutta stonata. E il catrame coprì tutte le cose...".

E solo pochi eletti come Ivan Graziani, sia chiaro, sapevano addomesticare la chitarra fino a farla urlare di piacere.

La mostra sarà presieduta da un triunvirato d'eccezione: Vincenzo Sparagna, Freak Antoni e il giornalista Luca Frazzi.
E oltre a me ci saranno autori del calibro di Tanino Liberatore, Corrado Roi, Maurizio Ercole e Massimo Cavezzali.

E ora torniamo a noi.
"Puck!" sta arrivando?
E' finito?
O rimarrà un'ossessione inedita come "Smile" di Brian Wilson?

Hanno provato ad azzopparlo, ad impedirne l'uscita, a mandarmi la parodia di una femmina fatale per ridurmi drasticamente le finanze con l'inganno. Ma nonostante questo, indebitati fino al midollo osseo, siamo ancora in buone trattative con il tipografo. Se tutto va per il verso giusto, cosa che si augura tutta l'umanità intera, le rotative potrebbero dare presto alla luce questo strabiliante parto che dura ormai da un anno e mezzo.

Tenete le dita incrociate e pregate nel vostro dio, companeros.

giovedì 6 novembre 2008

Meglio del Generale Lee

Eccoci di nuovo da queste parti, amici nullatenenti in piena crisi finanziaria.

Vi scrivo un breve resoconto sulla trasferta lucchese.

Puck il Nano mi ha incaricato di prendere la vecchia e fidata "Puckmobile" (tanti anni di servizio e mai un giorno di sciopero) e partire con il braccio destro Emanuele Fossati (tassista ufficiale della redazione) alla volta di Lucca Comics.
Obiettivo: diffondere il sacro verbo dell'editoria indipendente, e convertire qualche anima infedele a donare il cuore alla Causa e il portafoglio ai sottoscritti.

Partiamo la mattina all'alba, ci perdiamo strada facendo per approdare in un'inaspettata La Spezia (mai fidarsi delle mappe stradali stampate in Cina!), e soprattutto facciamo un bell'incidente in macchina in perfetto stile Hazzard: la Puckmobile scivola sul bagnato, le gomme fanno sentire il peso della loro logora carcassa, e il veicolo fa un paio di giri su se stesso, in mezzo all'autostrada, come una fottuta ballerina di danza classica.

La macchina va a sbattere contro il guard rail, la targa si stacca dal cofano per poi perdersi in qualche dimensione parallela, e il tizio del furgone alle nostre spalle ci supera con la faccia pietrificata e le mani strette sul volante.

Arriviamo a Lucca e alloggiamo in un ostello per camionisti. Ho con me una raccolta di hits degli anni '60 che ho preso in autogrill a un prezzo stracciato, ma è la solita fregatura: tolti gli Animals sono quasi tutti pessimi rifacimenti suonati da cover band attuali che, per quanto mi riguarda, potrebbero tranquillamente accompagnare Nilla Pizzi nella sua prossima tournee, invece di finire a fare casino nel mio stereo.

La fiera di Lucca Comics è allucinante. Sembra una via del centro in pieno periodo natalizio dopo che qualche terrorista ha appena minacciato di farla saltare in aria. Mi faccio strada a fatica tra le persone, che sono tante, troppe, e per un attimo credo che la bomba all'idrogeno sia l'unico modo per potere arrivare tranquillamente al mio stand.

E alla fine ci arrivo, al mio tavolo, per presenziare alla fiera con due giorni e dodici ore di ritardo.

Intravedo Vanessa e Federico Sfascia, che mi chiedono notizie sull'uscita di "Puck!", ma la folla è impressionante e le mie parole di risposta si perdono nell'aria. Rivedo Emiliano Rabuiti (che riesce a guidarmi tra la folla disumana per mezzo di un machete), Sergio Ponchione, Giuseppe Palumbo, Laca e i suoi amici, Piero Tonin (che è stato coinvolto assieme a me e ad Ema in un'intervista su RAISAT), Dario Morgante, Rocco Lombardi, le Serpi in Seno, il Dottor Pira, Ratigher, Armin Barducci, la sua ragazza, Dentiblù, Alex Tirana, Akab, Giorgio Santucci, Lucio Villani, Massimo di Frigidaire, Maicol, Massimo Semerano, i Selfocomici, i Cani, e tanti altri che non riesco a ricordare.

Parlo a lungo con Simone Lucciola su come incidere un disco punk dalle sonorità vintage, e faccio la fortunata conoscenza di Vincenzo Sparagna.

Sparagna (che tra parentesi è identico a come lo disegnava Pazienza) ci porta nella succursale lucchese di Frigolandia, che sembra un covo di cospiratori, e ci parla delle sue rivoluzioni culturali dichiarando di apprezzare The Artist. Ma vi rendete conto!? Sparagna che legge The Artist!!! Ahahaha!
Cazzo, io ci sono cresciuto con Cannibale e Frigidaire! Il Male è una delle mie principali fonti di ispirazione... quella roba scotta ancora, sono passati trent'anni ma riesce sempre a torcerti l'anima e il fegato. Per chi fa questo mestiere, e si autoproduce fumetti, Vincenzo Sparagna è una sorta di figura mitologica, un personaggio a fumetti pure lui.
E quest'aria sovversiva non può che farmi bene.

La fiera continua, e alla fine vendiamo pochissime copie, non ci ubriachiamo neanche un po', e ripartiamo con il cadavere della Puckmobile e tutto l'invenduto nel bagagliaio.

Sulla via del ritorno incrocio lo sguardo di Giulia Bertan, ma la mia miopia cronica mi impedisce di riconoscerla in tempo, e quindi salutarla come si deve. L'avevo conosciuta qualche anno fa, a Bologna, quando lavorava al Peso del martello. E' una disegnatrice fantastica, e anche una buona compagna di sbronze per quello che ricordo. Mi piacerebbe parlare ancora con lei, ma immagino che dovrò aspettare un altro segno del destino. O un'altra bottiglia.

La macchina riparte nel cuore della notte. Con noi ci sono un sacco di pioggia sui vetri, John Lee Hooker alla radio, e Paolo Bacilieri con il suo Carl Barks originale seduti ai sedili posteriori.

Torno a casa alle quattro del mattino, metto via il miserabile incasso del weekend, e guardo il telegiornale della notte sperando nella vittoria di Obama Barack. Obama stravince, e l'America fa una svolta epocale da libro di storia: 60 anni fa i neri venivano linciati in pubblico, oggi diventano presidenti degli Stati Uniti.

Noi, invece, nell'arco dello stesso tempo siamo passati dal Generale Badoglio a Borghezio. Non so se mi spiego.

giovedì 30 ottobre 2008

Omaggio a Cavandoli sul prossimo "Puck!"

Bentornati, amici internauti e studenti in rivolta.

Quella che vedete qui sopra è la locandina ufficiale di un evento editoriale dedicato al grande Osvaldo Cavandoli, che oltre ad essere il pilastro del cinema d'Animazione che tutti sappiamo è stato anche un amico e collaboratore di lunga data della rivista The Artist.

Era da tempo che pensavo a un modo per ricordarlo, e condividere nuovamente questa improbabile collaborazione con i nostri lettori.
Così mi sono fatto un giro nell'Aldilà, assieme al cartoonist di fama internazionale Piero Tonin (Emanuele Fossati era con noi...ma stava chiuso nel bagagliaio) e a un'altra trentina di autori assortiti tra le migliori firme del Fumetto Umoristico italiano.

Ho cercato di contattare principalmente tutti gli amici/colleghi di Osvaldo Cavandoli, concedendomi qualche libertà.

Ne è venuta fuori una misteriosa storia orrorifica, disegnata a più mani (all'incirca una sessantina), che verrà pubblicata sul numero 1 di "Puck!".

Il Comitato dei Personaggi Comici è in crisi: Tiramolla, il Signor Rossi, Lupo Alberto, Ratman... nessuno dei più importanti personaggi del Fumetto Umoristico, che tanto hanno saputo allietarci negli anni, è più in grado di farci ridere.

Che cosa è successo? Quale terribile sortilegio gravita sulle loro anime di inchiostro? E soprattutto: chi mai potrà salvarli da questo bieco destino?

Puck il Nano, Dirty Bastard e la Mucca di Youtube Italia vengono inviati nel Paradiso Degli Umoristi per chiedere consiglio al grande Osvaldo Cavandoli.

Riuscirà lo scalcinato terzetto a risollevare la tragica situazione?


Ecco l'elenco dettagliato della kermesse Cavandoliana, con tutte le partecipazioni speciali.

- Bruno Bozzetto nei panni di Minivip e del Signor Rossi
- Silver in quelli di Cattivik, Enrico la Talpa e Lupo Alberto
- Leo Ortolani nella doppia identità di Ratman
- Giorgio Rebuffi con Tiramolla e Pugacioff
- la star di Carosello Gino Gavioli (il padre della Gamma Film!), che rispolvera per noi il Vigile Concilia, Trinchetto, Cimabue e Caio Gregorio
- Carlo Squillante con Gennarino Tarantella
- Andrea Valente e la sua Pecora Nera
- Joshua Held con Gino il Pollo
- Alberico Motta accompagnato dall'instancabile Nonna Abelarda
- Sandro Dossi con Braccio di Ferro e il demoniaco Geppo
- Franco Origone assieme all'antichissimo faraone di Nilus
- Athos Careghi con Fra Tino
- Carlo "Perogatt" Peroni con Skull (ricordate il teschio parlante di Zio Boris?) e il linguacciuto Slurp
- Nedo Zanotti (collaboratore cavandoliano di lunga data) con le vecchie glorie Bill & Bull (cercate questi caroselli su internet!)
- Sergio Ponchione con l'imprevedibile Obliquomo
- Laca con il buon vecchio Pasol
- Danilo Loizedda e Wonder Pig
- Francesco Natali in compagnia del caro e sudicio Topounto

Con la partecipazione straordinaria di Lucio Tomaz (storico braccio destro del Cava) e dell'animatore Mauro Gariglio (l'erede di Cavandoli: l'animatore e assistente ufficiale in tutta la sua ultima produzione) per il ruolo di Mr. Linea!

E ancora:

- Roberto Mangosi alla burocrazia
- Fernando Caretta alle conigliette
- Silvio Camboni travestito da Walt Disney
- Maurizio Ercole a vorticare
- Giuseppe Festino che cita Vinicio de Moraes
- Claudio Acciari e i suoi piani urbanistici sulle nuvole

Beh...

Sembra tutto, per ora.
Mi spiace per tutto questo ritardo su queste pagine, chiedo scusa a tutti...ma Puck il nano scalpita, come potrete immaginare.

A presto!

p.s. Sabato e Domenica saremo a Lucca Comics. Io, Dirty Bastard e Piero Tonin. La rivista non sarà pronta, dannazione, ma noi ci saremo!

lunedì 8 settembre 2008

PUCK è agli sgoccioli. La Terra anche.

Bentornato, pubblico beneamato.

E' da giorni che sto chiuso in una sorta di bunker insonorizzato per potere finalmente dare alle stampe il primissimo numero di "Puck!".
Se tutto va come deve andare, e lo spero proprio, sarà pronto per Lucca Comics 2008.

Mi concedo solo rare uscite, che siano la ragazza di turno o le sbronze con gli amici, e poi di nuovo al lavoro. Il nano mi osserva attento, mentre compongo i tasselli del suo losco piano di conquista del mondo. Lui mi detta il verbo da diffondere, con la carabina puntata alle mie tempie, e io disegno e scrivo per lui.
E contatto altri apostoli da arruolare nella Causa.

Ci sono ormai una sessantina di autori, di diverse generazioni e di diversa provenienza geografica, che hanno dato un fondamentale aiuto ai piani espansionistici di Puck il Nano.

Tutto sembra filare per il verso giusto, insomma, ma non è così. Perchè alcuni avvenimenti potrebbero ostacolare la buona riuscita della rivista.

Ad esempio: e se il mondo implodesse poco prima che "Puck!" vada alle stampe? O ancora peggio: e se implodesse poco più tardi, quando ho già speso tutti i soldi per stamparlo?

Ma andiamo con ordine.

Tra un paio di giorni verrà messo a punto l'esperimento Lhc al Cern di Ginevra, il laboratorio europeo per la ricerca nucleare. Mercoledì verrà accesa la macchina che cercherà di riprodurre i primi istanti dell'universo, 20 milionesimi di secondo dopo il Big Bang, e tentare di dare una risposta al perchè della vita.
In uno spazio pari a un miliardesimo di un granello di polvere ci sarà una temperatura 100mila volte maggiore di quella al centro del Sole.

Secondo il professor Otto Rossler con questo esperimento gli abitanti della Terra assisteranno in diretta alla fine del pianeta.

Rossler e compagni hanno presentato alla Corte dei diritti umani di Strasburgo un ricorso, subito respinto, dalla stessa Corte, per fermare l'esperimento. Materia del contendere sarebbe il buco nero che verrebbe a formarsi all'interno della grande «macchina del tempo» costata 6 miliardi di euro e posizionata a 100 metri di profondità al confine tra Francia e Svizzera.
Secondo Rossler il buco nero potrebbe, in 4 anni, inghiottire il pianeta.

Da Ginevra, sebbene l'equipe dell'Lhc non escluda la formazione di un buco nero, assicurano, tuttavia, che le sue dimensioni non costituirebbero una minaccia per la Terra.

In ogni caso, il dubbio rimane.
Cazzo, se rimane!

Puck il nano, da bravo capitalista arrivista, mi ha intimidato di non demordere, e di continuare il lavoro senza troppe storie.

Ma una domanda continua ad angosciarmi: e se questi fossero gli ultimi istanti della Terra? Ci sarebbero ancora tante cose che vorrei fare nella mia vita, come fare all'amore con tre donne contemporaneamente, suonare alla Royal Albert Hall di Londra e tirare un calcio nel culo a Berlusconi. Sono sfizi che vorrei togliermi, prima di lasciare le penne.

Beh, questa sera telefonerò al Professor Rossler e mi farò dare delle spiegazioni.

Voi intanto fate i bravi, state composti, che in un modo o nell'altro vi farò avere questa benedetta rivista.

Prima della fine del mondo, promesso.