Finalmente in formato cartaceo e raccolte in un unico volume (per AFA Edizioni), tutte le puntate di "Milano Horror Stories - incubi dalla Rigenerazione Urbana". Con prefazione di Lucia Tozzi e postfazione di Rastabbello.
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Qui sotto, invece, la prefazione di Lucia Tozzi:
Milano è invasa da una nuova generazione di vampiri, ma la
loro passione non è il sangue, è il cemento. Sono i temibili Succhiasuolo, gli
avidi agenti della rigenerazione urbana, che si aggirano per la città alla ricerca
di suolo pubblico per trasformarlo in condomini di lusso. Seminano il terrore
tra i passanti, ma solo quelli poveri, che vengono schiacciati dai nuovi
edifici, serviti su un tagliere per l’apericena, spolpati da babysucchiasuolo
al luna park, se sono fortunati. Perché può andare molto peggio, se si capita
tra le mani dei loro complici.
Il più pericoloso è un losco nasone, che fin da bambino fa
mostra di un potere da re Mida: è capace di tramutare al tocco qualsiasi essere
vivente in grattacieli e palazzine. Un talento talmente straordinario agli
occhi dei Succhiasuolo che, una volta giunto alla piena maturità, hanno deciso
di nominarlo sindaco. È sotto il suo governo che si sono fatti strada i
temibili innovatori, che non fanno altro che progettare e sperimentare nuove
tecnologie assassine per controllare cittadini e attivisti. Con il Rogorendering,
una creatura di laboratorio che come una sorta di Venom parassita i tessuti
cerebrali delle malcapitate vittime manipolandone la percezione, facendo apparire
qualsiasi squallida porzione di città come un resort esclusivo. Oppure
ficcandogli un’antenna in testa che li rende Homo Week, ossia automi consumisti
orientati alla week suggerita dall’impulso elettromagnetico.
Anche gli oggetti si animano, coalizzandosi, come i tavolini,
contro gli umani. Prima bande isolate li bullizzano sui marciapiedi, obbligandoli
a ordinare mokaccini e cocktail botanici, poi li inseguono fin nelle case
confinandoli in bagnetti e sgabuzzini, nutriti ad arachidi e gintonic.
Le strisce di Hurricane sono come i film di Carpenter, più
vere del vero. L’orrore della rigenerazione è reale, e tutti i milanesi ormai
ne provano fisicamente il brivido quando al mattino gli tocca aprire le tende,
consapevoli del rischio che sia spuntato un minaccioso ecomostro nel cortile
dall’oggi al domani, e allora addio luce e aria. Gruppi autorganizzati cercano
di salvare alberi e cespugli dalle motoseghe, stendendosi a terra per salvare
gli ultimi fazzoletti di suolo libero dalle ruspe. Non si sa più a quale spazio
pubblico dedicare le proprie energie per difenderlo dalla letale metamorfosi:
un comitato va a combattere per salvare lo stadio San Siro, sotto attacco dei
vampiri-fondi, un altro la biblioteca Sormani, che il Comune vuole valorizzare;
gli attivisti si dividono tra piscine lasciate degradare, spazi occupati
aggrediti, parchi cementificati, mercati comunali destinati a gintonerie
mafiose, studentati-carceri a prezzi esorbitanti, piazze ingombre di dehors,
padiglioni commerciali e oggetti pubblicitari.
E la cosa più grave è che sono effettivamente costretti a assumere sempre di più una postura da cospiratori, clandestini, una via di mezzo tra i mazziniani e i libri viventi di Fahrenheit 451. Si riuniscono in posti isolati per trasmettersi forme di sapere ormai proibite, prima ridicolizzate e poi distrutte in roghi virtuali. “Il cemento inquina, anche se è in classe A” sussurra un capellone in un angolo a un manipolo di ragazzini che lo guardano sconvolti dopo anni di greenwashing scolastico. “Stanno distruggendo il trasporto pubblico e le case popolari per cacciarci dalla città” – la voce, di un paio di toni più alta del dovuto, viene captata da un passante indignato, e in pochi minuti la polizia circonda la panchina infrattata dietro una siepe. Le vecchine, in manette, vengono tradotte su una camionetta. Non se ne saprà più nulla.


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