"GUIDA AI SUCCHIASUOLO MILANESI", lo spin-off di "Milano Horror Stories" è finalmente pronto.
Oltre 50 biografie illustrate dei terribili e avidi Succhiasuolo, i vampiri della Rigenerazione Urbana che stanno infestando Milano.
Quando i fumetti (e i
vampiri) si installano nella realtà e ci spiegano più di un saggio o un
articolo: questo sono i “Succhiasuolo” di Hurricane, artista dalla
straordinaria vena (è il caso di usare questo termine) satirica. Quei mostri
vampireschi di Hurricane, al loro primo apparire, hanno per altro anticipato le
cronache, con le recenti speculazioni immobiliari al centro di inchieste e
scandali milanesi. Onore quindi a chi ha trasformato i banditi del mattone in
grotteschi vampiri metaforici, per spiegare bene in che mondo viviamo. Ma io,
da vecchio vampirologo, devo spezzare una lancia in favore dei vampiri,
ingiustamente associati nel fumetto ai perfidi speculatori. No, su questo
dissento!
Dracula non farebbe
mai costruire grattacieli, lui ama le antiche case fatiscenti (senza nemmeno
ristrutturarle). Nel romanzo di Bram Stoker, appena Jonathan Harker gli
illustra la casa trovata per lui in Inghilterra, Dracula si compiace che sia
antica e vetusta, forse medievale: “Vivere in una casa nuova mi riuscirebbe
insopportabile. Un edificio non può essere reso abitabile in un giorno; e in
fondo, quanti pochi ne occorrono per fare un secolo!”. Anche Nosferatu, nel
film del 1922, parte dal suo castello per trasferirsi in una nuova casa. E cosa
sceglie? Dei vecchi magazzini in disuso. Nessuna speculazione, nessun cantiere
per erigere palazzi.
Il problema è che i
vampiri hanno avuto in sorte di essere utilizzati nell’immaginario come
“maschera” per i cattivi più cattivi, fin dall’Ottocento quando fiorivano le
vignette satiriche dove i vampiri erano i capitalisti sfruttatori, per arrivare
ai nostri tempi dove un paio di canini appuntiti vanno sempre bene da
aggiungere a una foto del governante o del dittatore odiato di turno. In
realtà, però, i vampiri hanno origini proletarie (quando appaiono per la prima
volta nelle cronache, nel XVIII secolo, erano soprattutto contadini e popolani)
e poi diventano trasgressivi perdigiorno (con il Ruthven di John Polidori) o
guerrieri aristocratici e libertini (con il Dracula di Bram Stoker), tutti ben
lontani dalla borghesia rampante che creò il capitalismo. Del vile denaro nulla
importa ai vampiri, mentre i “Succhiasuolo” vivono solo per il profitto.
Non attribuiamo,
allora, immeritate colpe ai Succhiasangue, del tutto estranei ai Succhiasuolo.
Anche perché, ricordiamolo, i Succhiasangue non esistono se non nei libri, nei
film e nei fumetti, i Succhiasuolo ci sono davvero, tra noi, per far danni.
da: https://vampyrismus.altervista.org/vampiri-succhiasuolo/






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