lunedì 14 maggio 2007

(al)COLICO!


La mia cara amica Alice mi ha spedito queste belle foto scattate durante il live degli Aztrokitifks a Colico.
L'evento, organizzato da Serena Pasticcini, ha visto salire sul palco cinque band e immensi fiumi di alcool.

La mia superband degli Aztrokitifks (una formazione improvvisata creata apposta per la circostanza) era costituita da:
- Andrea Aloisio & Chicco Camontelli alle percussioni (anzi, a dire il vero il faunesco Aloisio ha esordito con il flauto)
- Omsharan Salafia alla chitarra elettrica
- Georgemary alla batteria
- Frank alle presentazioni
- e il sottoscritto al basso e all'armonica a bocca.

Abbiamo suonato per un'ora psichedelia, blues e fusion.
Siamo piaciuti parecchio al pubblico, ci hanno applaudito, ma nessuno dei sei componenti si ricorda esattamente i pezzi suonati. Ciò è dovuto principalmente alla logica dell'organizzazione di offrire da bere a volontà agli artisti. Una manna dal cielo, senza dubbio. Ma quando siamo saliti sul palco eravamo tutti completamente ubriachi.

Il modo per sopperire a questi concerti alcolici è quello di improvvisare in modale. Ciò permette ai vari componenti di incastonare in un unico brano diversi pattern musicali della stessa tonalità e di reggere all'infinito lo stesso pezzo con diversi sbalzi di tensione e di ritmo.

Per certi versi è come mettere il pilota automatico e lasciarsi trasportare. Possono accadere delle cose molto interessanti, musicalmente parlando. Miles Davis ha fatto i suoi pezzi migliori, con questa logica.

Ho un bel ricordo di quella sera. Conosciuto gente nuova, dormito all'aperto e mangiato come si deve.
Ciliegina sulla torta, tutta la band ha rischiato la gattabuia per aver suonato all'aperto dopo il concerto (era oramai notte inoltrata, e tutto il paese era a nanna).
L'agente di polizia ha storto il naso e ha preso tutti i nostri dati meticolosamente.
Mi sentivo un Blues Brother.

5 commenti:

gianluca ha detto...

chi ha scritto questo post sa poco o niente di musica
"improvvisare in modale" musicalmente non significa niente
"incastonare in un diverso brano diversi pattern musicali" non significa niente (anzi chi scrive questo post dovrebbe rillegersi, perchè scommetto che già li conosce, i saggi e le lettere di Stockausen)
gli "sbalzi di ritmo" non significa niente
se Miles Davis avesse fatto i pezzi con questa logica oggi scriverebbe in un blog chiamato "processare le visioni"
ma Miles Davis, appunto, è morto

hai un bel ricordo di quella sera perchè probabilmente non ci hai capito niente
come non capisci niente di musica
...e non c'è bisogno che specifichi che ri ubriaco
...si capisce...

aggiungo
"sopperire" in lingua italiana non significa "perire" ma "rimediare"
suggerisco una bella immersione nel Devoto-oli

la cosa dell'agente di polizia è una cazzata
la procedura non avviene in quel modo

sei un montato che si diverte ad inventare seghe mentali
torna sulla terra e sei un incapace confessalo
(anche il disegno è una copia abbastanza penosa dei soliti modelli americani)

"gattabuia" è un termine da orsoline
ripeto: torna sul pianeta terra

scusa la pignoleria

Gianluca Morozzi
(un pianista del conservatorio che vede il degrado musicale e culturale che avanza e s'incazza)

ivan manuppelli ha detto...

Un tipico brano modale può essere composto solamente di due o tre accordi, i quali possono durare anche 8 o 16 battute. Da un lato l'improvvisazione modale è molto più semplice dell'improvvisazione sui cambi di accordo, dal momento che non dovete continuamente pensare a quale scala passare. Dall'altro, però, non potrete limitarvi a cucire insieme pattern collaudati sul ii-V-I, né fare affidamento su un uso analitico delle scale o di sostituzioni di accordi, e questo renderà il tutto più complicato.

Certa musica è considerata modale anche se segue progressioni tradizionali di accordi come il blues. Il concetto di modalità ha molto a che fare con ciò che si fa con l'armonia. Negli stili derivanti dal Bebop il solista suscita interesse per la sua scelta delle note sull'armonia, incluse le dissonanze, le tensioni e le risoluzioni. Per esempio molti boppers finiscono spesso le frasi suonando una quarta eccedente su un accordo di dominante, solo per l'effetto provocato da questa nota. Nell'improvvisazione modale si dà meno enfasi alle scelte armoniche, privilegiando lo sviluppo melodico. La ballad "Blue in Green" (dall'album "Kind of Blue" di Miles Davis) ha lo stesso moto armonico di tanti altri brani, e gli accordi sono relativamente complessi (come Bbmaj7#11 o A7alt). Malgrado ciò gli assoli su questo pezzo non sfruttano l'armonia, ma si focalizzano sulla melodicità di ogni singola frase. Ancora, in un assolo Bebop si tende a sottolineare l'estensione accordale, mentre in un assolo modale l'attenzione è rivolta alle note principali dell'accordo. Nel Bebop si tende spesso a riempire tutti gli spazi per definire completamente l'armonia, mentre nella musica modale si fa un uso più frequente delle pause e dello spazio ritmico come un elemento di struttura melodica. Entrambi gli approcci sono validi, l'importante è capirne le differenze.

"So What" di Miles Davis, contenuto in "Kind of Blue", è il classico esempio di brano modale. Ha una struttura di tipo AABA, nella sezione A è usato il modo di Re dorico, nella sezione B il modo di Mi bemolle dorico. Ciò produce 16 battute consecutive in Re dorico all'inizio di ogni chorus; 24 se si contano le ultime 8 del chorus precedente. Usando solo le sette note di Re dorico è facile esaurire in fretta le idee, ma è proprio qui il bello. Non potrete sfruttare la spigolosità di un Fa diesis su un accordo di C7, dovrete usare solo le note che vi sono date.

Tuttavia non siete obbligati a limitarvi alle sole note della scala. Come nelle progressioni ii-V, ci sono tecniche utilizzabili in ambito modale per aggiungere tensione. Una delle più frequenti è il cosiddetto "sideslipping". Muovendovi su Re dorico, provate a suonare frasi costruite sulle scale di Re bemolle o Mi bemolle per un paio di battute. Questa dissonanza crea tensione, che potete allentare ritornando alla scala originale. Potete anche utilizzare note di passaggio (cromatismi): mantenendo l'esempio di Re dorico, potete suonare Sol, Sol#, La (Sol# nota di passaggio).

E' inoltre possibile usare una scala diversa. Per esempio, invece di Re dorico provate per alcune battute Re minore naturale, o Re pentatonica minore. Oppure potete alternare un accordo di tonica con l'accordo di dominante settima nella stessa tonalità. Se, per esempio, considerate l'accordo di Dm7 (a cui è associato Re dorico) come primo grado, l'accordo di dominante settima sarà A7, perciò potrete suonare frasi costruite su qualunque scala associata a A7, A7b9b5, A7alt (o altri accordi di La dominante settima), per poi tornare alla scala originaria di Re dorico.

Attenersi strettamente alla filosofia modale significa fare un uso molto limitato delle tecniche sostitutive appena descritte. Il principio fondamentale dell'improvvisazione modale è l'ottenimento della massima melodicità sfruttando solo gli accordi di base e le note della scala. Le scale pentatoniche sono una scelta particolarmente appropriata in ambito modale, poiche riducono le vostre possibilità a sole cinque note invece di sette e vi costringono ad un ulteriore sforzo per suonare melodicamente e sfruttare gli spazi. Questo risultato può essere ottenuto suonando frasi costruite su intervalli di quarta, una pratica molto efficace nei brani modali con pochi cambi di accordo (anche se può risultare altrettanto efficace in altre situazioni).

Om Sharan ha detto...

Ennesima dimostrazione del fatto che al conservatorio fanno il lavaggio del cervello alla gente...tramutandoli in artigiani, maestri della tecnica, appiattiti su ciò che gli è stato imposto dall'alto. Ivan non lo conosci neanche...pagheresti per avere un decimo della sua libertà musicale! Per quanto riguarda la capacità di disegnare, ti riporto una frase che Hunt Emerson, professore all'Accademia di Belle Arti di Birmingham e giudicato uno dei 75 migliori cartoonists al mondo dal Centre Nationale de la Bande Dessinee et de l'Image, ha detto a me due anni fa a Roma. Ivan gli aveva chiesto un parere sui propri disegni, e lui gli ha risposto: "Quando avevo la tua età non avevo nemmeno incominciato a fare fumetti. Sono semplicemente fantastici".

georgemary ha detto...

gianluca.
vai a giocare con la tua bontempi da 2 ottave. realizzati così.
georgemary.
a nessuno frega un cazzo della tua pignoleria da elementari.
noi ci siamo divertiti e siamo piaciuti.
tu fai marchette alla docenza del conservatorio.
allora lascia a noi i nosstri sogni e la nostra birra, tu prenditi tutta la teoria e la saccenza, fanne un bussolotto, e ficcatelo nel culo.

non credere di essere dententore della conoscenza.
e non sproloquiare su argomenti che non ti riguardano neanche da lontano (vedi i fumetti).
grazie al cielo i musicisti del conservatorio che conosco non sono tutti degli ottusi come te caro gianluca.
scendi dalla coda del tuo pianoforte. spero che la genta come te non apprezzi mai la mia musica. immeritevole.
non saresti degno neppure di risposta. ma alla fine, tutti devono avere la possibilità di dire la loro... anche se poi, il risultato... è parecchio scarso, vero gianlu? ahahahahah
scusa la pignoleria...ahahahahahahahahahah

Anonimo ha detto...

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